IDROKINESITERAPIA DEL PIEDE.

IDROKINESITERAPIA DEL PIEDE.

Che tipo di patologie possono essere trattate con l’idrokinesiterapia?

La fisioterapia in acqua svolge un ruolo fondamentale nella riabilitazione di varie patologie ed è consigliata in molti casi come: trattamento post-operatorio e conservativo di ernia discale, colpo della strega, problematiche del complesso articolare caviglia-piede, rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, artrosi nelle sue varie forme e localizzazioni.


In particolare, in questo articolo ci concentreremo sulle problematiche del piede.

Quali sono i problemi che si verificano con più frequenza nel complesso articolare piede-caviglia?

Le principali problematiche del complesso articolare caviglia-piede sono:

  • distorsioni tibiotarsiche;
  • fratture;
  • tendinopatie;
  • patologie reumatologiche (artrite reumatoide, artrosi).

La distorsione in particolare rappresenta il trauma più frequente per l’articolazione della caviglia. La distorsione è una distrazione capsulo-legamentosa acuta, con lesione di vario grado dei legamenti del compartimento laterale.

Quali sono i vantaggi dell’idrokinesiterapia?

In acqua non si cade, il corpo è sempre sostenuto per l’effetto microgravitario e la riduzione del peso. Pertanto, l’esercizio in acqua migliora l’equilibrio e la stabilità, senza rischio di caduta o di traumi, attraverso il movimento modulato dalla resistenza dell’acqua ed il cammino con appoggio dei piedi sul pavimento della piscina.

La deambulazione in acqua contribuisce a potenziare la stabilità e l’equilibrio necessari al ritorno sulla terraferma.

Tra i vantaggi ci sono:

  • la graduazione del carico sul rachide e della pressione articolare;
  • la possibilità di mobilizzazione articolare senza dolore;
  • la modulazione del tono muscolare;
  • la stimolazione propriocettiva globale;
  • la riduzione ed il controllo dei compensi funzionali;
  • il miglioramento emodinamico e circolatorio;
  • l’impegno cardiovascolare ridotto, con miglioramento della soglia di fatica;
  • la possibilità di esercizio attivo e globale.

L’idrokinesiterapia permette un approccio alla riabilitazione più coerente con la capacità motoria residua del paziente; il coinvolgimento globale della motricità permette l’acquisizione di una quantità e di una qualità di stimoli impossibili da ottenere in qualsivoglia motricità segmentaria.

Grazie all’enorme flusso di stimolazioni, la ripresa funzionale risulta decisamente più veloce, come anche la ripresa del gesto agonistico permettendo così una rapida ripresa delle attività di vita quotidiana e un celere rientro, tempi biologici di cicatrizzazione permettendo, all’attività sportiva.

Fasi del percorso riabilitativo e strategie di recupero

Le fasi del percorso riabilitativo si possono suddividere in tre:

  • fase iniziale: in questa fase, a seconda del carico concesso, gli esercizi in acqua possono essere eseguiti in scarico totale o carico parziale, agendo sulla profondità dell’acqua ed utilizzando specifici attrezzi galleggianti.
  • fase intermedia: in questa fase vengono eseguiti esercizi finalizzati al recupero della padronanza motoria e della corretta deambulazione (su superfici instabili con appoggio bipodalico e monopodalico, con/senza destabilizzazioni da parte dell’operatore, in situazioni di alto impegno neuromuscolare) ed esercizi finalizzati al recupero della componente muscolare con esercizi di forza sia in appoggio bipodalico che monopodalico e con l’utilizzo o meno di superfici instabili ed elastici.
  • fase avanzata: in questa fase il recupero motorio e propriocettivo del gesto è già ad un livello avanzato e si è già passati al recupero del gesto sportivo mentre il recupero del tono muscolare progredirà con esercizi sempre più difficili e si passerà anche ad un ricondizionamento fisico (corsa in acqua, nuoto controcorrente e nuoto con pinne).
  • fase intermedia: in questa fase vengono eseguiti esercizi finalizzati al recupero della padronanza motoria e della corretta deambulazione (su superfici instabili con appoggio bipodalico e monopodalico, con/senza destabilizzazioni da parte dell’operatore, in situazioni di alto impegno neuromuscolare) ed esercizi finalizzati al recupero della componente muscolare con esercizi di forza sia in appoggio bipodalico che monopodalico e con l’utilizzo o meno di superfici instabili ed elastici.
  • fase avanzata: in questa fase il recupero motorio e propriocettivo del gesto è già ad un livello avanzato e si è già passati al recupero del gesto sportivo mentre il recupero del tono muscolare progredirà con esercizi sempre più difficili e si passerà anche ad un ricondizionamento fisico (corsa in acqua, nuoto controcorrente e nuoto con pinne).

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