LA TECARTERAPIA…. IMPARIAMO A CONOSCERLA.

LA TECARTERAPIA…. IMPARIAMO A CONOSCERLA.

COSA E’ LA TECARTERAPIA E COME FUNZIONA

La tecarterapia è l’ultimo frutto della ricerca in fisioterapia. Riduce il dolore e riduce i tempi di recupero riabilitativi. E’ una tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti, attivando i naturali processi riparativi e antinfiammatori attraverso uno strumento di alta tecnologia. L’idea di trasferire energia ai tessuti lesi a scopi terapeutici è comune a diverse terapie fisioterapiche che si fondono sull’irradiazione dell’energia. Tuttavia, ciò che differenzia la tecarterapia è la modalità di trasferimento energetico: irradiazione dall’esterno delle prime e utilizzo di energia endogena nelle seconda, che si realizza attraverso il richiamo nell’area di trattamento di cariche elettriche sotto forma di ioni nei tessuti. Questo meccanismo crea una forte stimolazione  a livello cellulare, riattiva la circolazione, incrementa la temperatura interna e innesca precocemente i  meccanismi fisiologici.

Poiché l’energia non viene irradiata dall’esterno, è possibile interessare gli stati profondi , non trattabili con trasferimenti esterni di energia; inoltre è possibile trattare un distretto corporeo  in modo omogeneo.

La tecarterapia può essere utilizzata più volte nell’arco della giornata a tutto vantaggio dei tempi di recupero motorio e di guarigione.

LA TECAR IN FISICA

La tecar acronimo di“TRAFERIMENTO ENERGETICO CAPACITIVO E RESISTIVO”  è un’apparecchiatura a radiofrequenza che proietta energia utilizzando un segnale di frequenza relativamente basso 0,485 MHz rispette alle apparecchiature di ipertermia classiche.  La tecarterapia si basa sul principio  fisico del condensatore per attirare o respingere alternativamente le cariche elettriche all’interno del tessuto biologico contrapposto all’elettrodo.

LE DUE MODALITA DI LAVORO DELLA TECAR

La tecar lavora in due modalità: una resistiva e una capacitiva.

Per far ciò la tecar è formata da 3 elementi principali: i due manipoli detti RESISTIVO e CAPACITIVO (elettrodo isolato), e da una PIASTRA di ritorno.

La modalità capacitiva che usa l’elettrodo rivestito di materiale isolante ceramizzato l’azione viene concentrata nella zona muscolare e in generale nei tessuti molli e più superficiali ricchi di acqua.

Il fisioterapista utilizzando l’elettrodo capacitivo mantiene in continuo movimento il manipolo per evitare che le cariche concentrandosi nelle zone tissutali piu superficiali, possano creare un eccessivo aumento di calore locale percepito del paziente. Lo scivolamento del manipolo è agevolato dall’utilizzo di una CREMA CONDUTTRICE che periodicamente il fisioterapista rinnova.

La posizione della piastra è indifferente nella modalità capacitiva, basta che si ritrovi a contatto con la superficie del corpo.

Con la modalità resistiva, non rivestito di materiale isolante, l’azione si sviluppa nei punti più resistenti dei tessuti e privi di acqua( ossa,tendini,legamenti).

L’elettrodo viene mantenuto in posizione semistatica centrale sulla zona che vogliamo trattare in funzione del fatto che  l’accumolo di cariche è comunque in profondità e dunque non rischiamo di  creare una sensazione di bruciore locale al paziente.

Con la modalità resistiva è possibile abbinare esercizi di mobilizzazione articolare dell’arto interessato per aumentare l’efficacia della tecar nella zona trattata. In questa modalità è importante la posizione della piastra che deve essere il più possibile opposta alla zona trattata dal manipolo.

Per entrambe le modalità è possibile lavorare a diversi livelli energetici impostati dall’operatore a seconda della risposta biologica che si vuole ottenere.

EFFETTI DELLA TECAR

I principali effetti fisiologici della tecarterapia sono:

-effetto di biostimolazione

-effetto analgesico

-effetto sull’ossigenazione

-effetto sulla permeabilità di membrana

-effetto di vasodilatazione

Gli effetti biologici invece sono:

-biochimico:accelera il metabolismo ultrastrutturale delle cellule richiamando sangue ricco di 

  ossigeno,velocizzando il flusso e facilitando il drenaggio linfatico.

-termico: per effetto Joule prodotto dalle correnti di spostamento induce una endotermica profonda 

  e omogeneamente diffusa.

-meccanico: aumentando la velocità di scorrimento dei fluidi drena la stasi emolinfatica, tonifica le

  pareti vascolari.

PER COSA POSSO UTILIZZARE LA TECAR?

La tecarterapia può essere utilizzata in molteplici patologie di vario tipo in fase acuta o cronica.

Nelle patologie in fase acuta, la tecarterapia può essere applicata vantaggiosamente impostando i parametri in modo da non avere un incremento termico. Quest’ultimo, infatti, si realizza ogni qualvolta il fisioterapista ritiene opportuno impostare parametri di energia da somministrare che superano quelli che il corpo riesce a smaltire. L’incremento termico, che è così utile nel trattamento delle contratture, è controindicato nelle patologie in fase acuta e quindi è la valutazione che il fisioterapista fa prima di eseguire la seduta, a determinare la scelta dell’impostazione dei parametri.

Ecco alcune delle tante patologie trattabili con tecar:

  •  tecarterapia per distorsioni.
  •  tecarterapia per tendiniti
  •  tecarterapia per borsiti,
  •  tecarterapia per lesioni tendinee e muscolari
  •  tecarterapia per traumi ossei e osteoarticolari,
  •  tecarterapia per riabilitazione post chirurgica
  •  tecarterapia per dolori muscolari;
  •  tecarterapia per pubalgia
  •  tecarterapia per edemi:
  •  tecarterapia per gonalgia (dolore al ginocchio)
  •  tecarterapia per artrosi
  •  tecarterapia per fascite plantare
  •  tecarterapia per capsuliti
  •  tecarterapia per spalla congelata
  •  tecarterapia per lombosciatalgia
  •  tecarterapia per cervicalgia

CONTROINDICAZIONI

Le controindicazioni assolute sono principalmente 3:

-pazienti affetti da neoplasie o che sono stati affetti da tale patologia negli ultimi 5 anni

-Pazienti in stato di gravidanza

Pazienti portatori di pacemaker o qualsiasi altro device non scollegabile dal corpo

-Pazienti che soffrono di epilessia.

Mentre le controindicazioni relative sono:

-Pazienti in stato influenzale e/o febbrile

-Pazienti con patologie dermatologiche

-Pazienti con diabete o patologie che alterano la sensibilità cutanea.

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