Protesi anca o ginocchio?

Protesi anca o ginocchio?

STAI PER AFFRONTARE UN INTERVENTO DI PROTESI D’ANCA O GINOCCHIO?

State tranquilli! Tutte le persone che si apprestano ad affrontare questo tipo di intervento hanno dubbi e preoccupazioni comuni. Questo opuscolo cercherà fare chiarezza sull’intervento e sulle fasi immediatamente successive, in modo da tranquillizzare chi dovrà operarsi a breve. Tanto per cominciare è importante capire che questo è un intervento volto a migliorare la qualità della vita; nella maggior parte dei casi le persone decidono di operarsi perché le normali attività quotidiane sono vissute con dolore, spesso, infatti, si è impossibilitati a svolgere determinate azioni; un intervento di protesica risulta risolutivo per questo tipo di problematiche. Ma quali sono le paure più frequenti di chi si sta per affrontare un intervento di questo tipo?
CHE TIPO DI ANESTESIA MI FARANNO? Gli interventi di protesica solitamente si effettuano in anestesia spinale, quindi sarete coscienti durante l’operazione. Potrà essere somministrato qualche tranquillante nel caso il grado di agitazione diventi troppo elevato. L’anestesista durante il prericovero valuterà se ci sono indicazioni per decidere di fare un’anestesia totale.

QUANTO DURA L’INTERVENTO? La durata media varia da una a due ore a seconda del tipo di protesi impianta. A questo va sommato il tempo di preparazione all’intervento, in cui il paziente viene depilato, vengono presi i parametri, viene fatta l’anestesia.

SENTIRO’ MOLTO DOLORE DOPO L’INTERVENTO? Il dolore è soggettivo e dipendente da molti fattori tra cui il tipo di intervento, lo stato di deterioramento dell’articolazione, la presenza di ematomi post operatori, le possibili complicanze, etc. Fortunatamente l’equipe di anestesisti e infermieri lavorerà per tenerlo il più possibile controllato, permettendo ai pazienti di affrontare al meglio le prime giornate dopo l’intervento. Nelle fasi successive i fisioterapisti lavoreranno con tutti gli strumenti di cui sono in possesso per eliminare la causa del dolore, favorendo un corretto recupero.

Il dolore è soggettivo e dipendente da molti fattori tra cui il tipo di intervento, lo stato di deterioramento dell’articolazione, la presenza di ematomi post operatori, le possibili complicanze, etc. Fortunatamente l’equipe di anestesisti e infermieri lavorerà per tenerlo il più possibile controllato, permettendo ai pazienti di affrontare al meglio le prime giornate dopo l’intervento. Nelle fasi successive i fisioterapisti lavoreranno con tutti gli strumenti di cui sono in possesso per eliminare la causa del dolore, favorendo un corretto recupero.

QUANDO POTRO’ CAMMINARE? Prima di quanto si pensi, nella nostra struttura il paziente, condizioni generali permettendo, viene fatto alzare il giorno dopo l’intervento. I fisioterapisti presenti in reparto educheranno la persona all’uso delle stampelle e la renderanno autonoma negli spostamenti.
CI SONO COSE CHE DEVO EVITARE DURANTE LA CONVALESCENZA? La raccomandazione è sempre quella di evitare di sforzarsi troppo, andando a sovraccaricare l’arto operato; è sconsigliato anche l’eccesso in senso opposto quindi l’allettamento. Per quanto riguarda le persone operate di protesi d’anca (con accesso laterale o postero-laterale) dovranno prendere, per i primi mesi, alcune precauzioni per evitare che la protesi lussi, non effettuando movimenti di rotazione interna, adduzione e flessione oltre i 90°. Questi movimenti corrispondono all’incrociare le gambe, al fare perno sulla gamba operata e ruotare, al sedersi su sedie molto basse o al raccogliere un oggetto da terra.

A CASA HO LE SCALE, RIUSCIRO’ A FARLE? Assolutamente si. Le scale rappresentano uno dei più grandi ostacoli che il paziente teme di non superare, in realtà, se si sale con la gamba sana e si scende con quella operata, si è in totale sicurezza e, si è in grado di affrontare anche la rampa più ripida.

DOVRO’ FARE FISIOTERAPIA? Assolutamente si, la fisioterapia è una parte fondamentale nel recupero post-intervento. Il fisioterapista vi aiuterà sia per ridurre il dolore, sia per riprendere una buona articolarità, rinforzando nel contempo la massa muscolare per proteggere il nuovo impianto.

QUANTO VANNO PORTATE LE STAMPELLE? L’utilizzo delle stampelle si raccomanda solitamente per un mese, si passa poi ad una per due settimane. Questi sono i tempi da protocollo ma, come ben sappiamo ogni persona è differente, c’è chi ha bisogno di più tempo e chi, sente la sicurezza necessaria per abbandonarle prima.

QUANDO POTRO’ RIPRENDERE LE NORMALI ATTIVITA’? I limiti nel riprendere le attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, cucinare, tenere in ordine la casa) sono dettati dal grado di indipendenza che si ha nel muoversi con le stampelle e dalla ripresa fisica del paziente. Chiaro è che, nel primo periodo di rientro dall’ospedale, non bisogna sovraccaricarsi, chiedendo troppo al nostro fisico già provato da un intervento che, se pur di routine, rimane uno stress per il corpo che necessità del giusto tempo per recuperare. Il paziente non dovrebbe avere problemi con la cura della propria persona mentre le attività che richiedono il trasporto di oggetti potrebbero inizialmente essere difficoltose per l’uso delle stampelle.

E IL RIENTRO AL LAVORO? Naturalmente ciò dipende dal tipo di attività lavorativa svolta, i lavori pesanti richiederanno un tempo di recupero maggiore rispetto a un lavoro sedentario. Sarà l’ortopedico, in accordo con il fisioterapista che ha seguito il vostro recupero, a decidere quando sarà il momento di rientrare al lavoro.

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